CHI SONO
Sono una psicologa italiana, ho 40 anni e attualmente vivo e lavoro in Italia.
Ho conseguito l’abilitazione alla professione di Psicologo nel 2015. Sono iscritta all’albo “A” degli Psicologi della regione Campania con num. 6483.
Ho conseguito la laurea triennale in Scienze Psicologiche Applicate presso l’università degli studi dell’Aquila nel 2010. Ho proseguito gli studi presso la stessa università, conseguendo la laurea magistrale in Psicologia applicata, clinica e della salute , nel 2013.
Ho maturato una certa esperienza nella consulenza e nel sostegno psicologico tramite diversi tirocini, negli anni, presso varie strutture pubbliche e private nella provincia di Salerno. Dal 2017 offro consulenza e percorsi di sostegno psicologico presso il mio studio privato.
Dopo aver conseguito un Master Universitario in Psicologia Perinatale (2022), ho fatto molta esperienza nell’ambito della famiglia, del sostegno alla genitorialità e della gestione della prima infanzia da parte delle figure di riferimento.
Dal 2023 sono anche un tecnico ABA/RBT, vale a dire un operatore formato per applicare i metodi dell’analisi comportamentale applicata, ed ho così iniziato a lavorare con bambini nello spettro dell’autismo, seguendo i piani creati da un analista del comportamento supervisore, presso
un centro specialistico nella mia stessa provincia di residenza.
APPROCCIO
Il mio approccio si fonda su un principio fondamentale della psicologia, un principio che affonda le sue radici nella definizione stessa di salute dell’OMS e nella Psicologia Positiva: il benessere non è solo assenza di malattia.
C’è un’idea molto comune – e un po’ ingannevole – secondo cui stare bene significhi semplicemente “non avere problemi”. Come se la salute fosse solo quel momento in cui non hai l’ansia, non sei
triste o non ti senti sopraffatto.
In realtà, non stare male è solo il punto di partenza, non il traguardo.
Nel mio lavoro non mi accontento di aiutarti a spegnere l’incendio o a eliminare il sintomo.
Certo, gestire il dolore e l’ansia è fondamentale, ma la vera domanda che ci poniamo insieme è un’altra: cosa rende la tua vita davvero piena?
Vedo il percorso psicologico non come una semplice riparazione, ma come uno spazio in cui allenare le tue risorse. Non lavoriamo solo su ciò che non va per riportarti alla “normalità”, ma esploriamo
ciò che ti fa sentire vivo, le tue relazioni, i tuoi valori e la tua capacità di rinascere dopo
le difficoltà. Stare bene non è l’assenza di tempesta, è imparare a navigare con sicurezza e scoprire che c’è un intero oceano da vivere.
Durante i primi incontri, il lavoro è quello di comprendere cosa ci fa stare male, quali sono le erbacce da estirpare, il peso che ci fa soffrire. Dopo di che, con il lavoro di supporto, che per me è quasi sempre un percorso di crescita personale, impariamo cosa ci fa fiorire, come ritrovare
entusiasmo, come costruire relazioni che ci nutrono davvero, come sentirci al sicuro nella nostra pelle. Tutto questo affinché la meta non sia ” non stare male”, ma vivere una vita che valga la pena di essere vissuta.
Nello specifico , poi , della psicologia perinatale, il mio approccio si basa in primis
sull’accoglienza di tutte le emozioni che accompagnano la nascita di una nuova famiglia, nonché sulla nascita stessa di una mamma e di un papà e sull’educazione gentile e rispettosa dei figli.
Molti neo genitori si trovano impreparati e spesso si sentono inaguati o addirittura sbagliati.
È impossibile praticare un’educazione rispettosa se il genitore è esausto o sopraffatto.
La psicologia perinatale si prende cura in primis della madre e del padre: li aiuta a liberarsi dal mito della “perfezione”, a gestire il carico mentale e il sonno, e a riconoscere che per essere empatici con i figli bisogna prima essere gentili con se stessi.
L’educazione gentile parte da un presupposto scientifico e umano: i neonati e i bambini piccoli non “fanno i capricci” né “manipolano” i genitori. I loro comportamenti, anche quelli più sfidanti come il pianto o le crisi di rabbia, sono comunicazioni di bisogni incontenibili per il loro sistema nervoso ancora immaturo. L’approccio perinatale aiuta i genitori a decodificare questi segnali invece di rispondervi con punizioni o distacco.
I bambini non nascono capaci di calmarsi da soli. La psicologia perinatale insegna che la capacità di autoregolarsi si sviluppa solo attraverso la co-regolazione: è l’adulto che, rimanendo calmo e accogliente, presta il proprio sistema nervoso “regolato” al bambino in difficoltà. Educare con
rispetto significa diventare il porto sicuro durante la tempesta emotiva del bambino, insegnandogli gradualmente a gestire le proprie emozioni.
AREE DI INTERVENTO E UTENZA
Sulla base di quanto descritto, lavoro con adulti, coppie, e famiglie.
Le aree di intervento sono:
– ansia, stress
– disagio temporaneo dovuto a eventi stressanti
– momenti di crisi personale ed emotiva dovuti a eventi di vita che richiedono supporto
ed elaborazione del vissuto emotivo
– crisi di coppia o familiari
– difficoltà relazionali e di comunicazione
( lavoro sulla comunicazione efficace)
– Psicologia Perinatale e tutto cio che concerne il supporto alla genitorialità
– crescita personale